“ Una passione sommersa che diventa scelta di vita. Ci vuole coraggio, forse anche un pizzico di incoscienza, ma soprattutto occorrono quelle doti non comuni di chi sa cristallizzare in arte un attimo di esistenza. Elisabetta Rosso, vercellese di 34 anni, ha lanciato il cuore oltre l'ostacolo. Ha riposto in un cassetto la laurea in ingegneria elettronica per tenersi stretta al collo la macchina fotografica. Non ruba pezzi di vita, semmai li anima e li trasforma in arte seguendo gli insegnamenti del suo nume Angelo Nodari. «E' un sogno nato da bambina, quando in soffitta, nella camera oscura di papa', mi cimentavo a sviluppare foto». Racconta con quel pizzico di timidezza che di solito coglie l'artista che non ripudia l'umilta' di fondo.
[...] Servizi di una freelance spesso ospitati su alcune tra le piu' prestigiose riviste di settore o acquistati da agenzie internazionali. Elisabetta si batte contro la neutralita' dello sguardo fotografico difendendo il ruolo e il diritto alla soggettivita'. L'occhio sceglie un frammento del mondo secondo una luce che trasforma la materia.
[...] Dai suoi viaggi torna a Vercelli con le valigie piene di foto intese come pensieri visibili e frammenti di vita. E se Baudelaire spingeva il suo ragionamento all'evidenza che l'unico viaggio esistente fosse quello che conduce dentro se stessi, per trovarvi l'armonia o l'orrore, Elisabetta e' se stessa quando organizza la realta' con lo sguardo. Il viaggio assume per lei un senso di sfida verso tutto cio' che possa rivelare. Viaggia come un conquistatrice di situazioni e gesti, con un senso iniziatico dell'avventura. «Penso mentre fotografo e per questa ragione ogni foto e' un pensiero. E dai pensieri si arriva anche ai progetti. Dopo le favelas del Brasile sto ragionando su due progetti che abbiano la donna come protagonista. Vorrei dare vita a scatti che esaltassero il ruolo femminile ristabilendo quella poliedricita' delle donne a torto bistrattata».
Senza dimenticare la fertile attivita' allo studio «Grigio 18» di via Galileo Ferraris, che e' diventato anche sede di un circolo fotografico, [...] e' davvero impossibile sorvolare su avvenenze materializzate dal suo obiettivo con uno sguardo anarchico che appone alle modelle quella luce di sensuale insurrezione. “
di Luigi Guelpa
Tratto da “La Stampa” del 26 Ottobre 2010
Fotografia di Gianluca Nostro | Copyright © Grigio 18
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Penso mentre fotografo e per questo ogni foto è un pensiero
Elisabetta Rosso
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