Reportage e ritratto: Viaggio nel Sulcis abbandonato

La fotografia per noi non è semplicemente un lavoro. È una vera e propria passione.

E passione significa sperimentare, studiare e ricercare: nuove tecniche, nuove ambientazioni, nuovi volti, nuove storie. Con la macchina fotografica appesa al collo pronta a scattare in qualsiasi momento e in qualsiasi giorno dell’anno. Compresa la domenica.

Oggi vi raccontiamo quella trascorsa nel Sulcis, tra le miniere e i villaggi abbandonati di Monteponi e Gonnesa.

Ci siamo mossi tra le macerie e la polvere rossa ognuno coi propri obiettivi: negli zaini e nella testa.

Questo resoconto vuole essere un modo per raccontarvi la nostra professione, ovvero la nostra passione, nella speranza che possiate conoscerla e apprezzarla ancora di più.

Abbiamo metodi di lavoro distinti. Ci approcciamo ai luoghi e ai soggetti in maniera differente. Così facendo, però, riusciamo ad offrire una pluralità di stili e di servizi che spaziano dal reportage al ritratto.

I nostri scatti lo dimostrano meglio delle parole.

 

Di fronte ad un sito abbandonato le possibilità sono molteplici; lo si può osservare e fotografare in infiniti modi, ottenendo risultati sempre diversi.

Lo si può guardare con occhi silenziosi, con discrezione. Si può testimoniare in maniera oggettiva il degrado e allo stesso tempo restituire dignità al soggetto. Fotografare ciò che è per immaginare ciò che è stato e mostrare il passato con rispetto e fedeltà.

 

Oppure lo sguardo può andare oltre: oltre il passato e oltre il presente. Ci si può volgere al sito abbandonato con creatività e ingegno, intuire ciò che potrebbe essere. Se ne sfrutta il potenziale e si plasma l’ambientazione a proprio uso e consumo. Lo si riporta alla vita per rappresentare una storia del tutto nuova.

 

O ancora…

  Beh, in questa occasione ci siamo limitati a due soli filoni narrativi, era pur sempre domenica. Ma chissà cos’altro tireremo fuori dai nostri obiettivi a cilindro la prossima volta.